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Il valore del denaro ai tempi del Coronavirus

Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto 

per paura del senso comune.

A. Manzoni 

Stiamo vivendo, tutti, in un tempo sospeso e vestiti di incertezza cerchiamo di definire il domani che intanto si è fatto rarefatto, a tratti indefinibile. Parafrasando un vecchio detto, la paura non fa 90, ma Covid-19. 

Se studiamo la storia, però, scopriamo che dalla peste di Atene del 430 a.C a oggi, è stato tutto un susseguirsi di pandemie provocate da virus e batteri: vaiolo, tubercolosi, sifilide, colera, morbillo, polio, ebola…, sono alcuni esempi di battaglie vinte.

L’influenza Spagnola, nel 1018, uccise 70 milioni di persone. La solita influenza annuale miete dalle 300 mila alle 600 mila vittime nel mondo. Il corona virus? I dati, al 30 marzo 2020, ci dicono che su 101.739 casi totali da inizio epidemia, i morti sono 11.591 (pari allo 0,019318% della popolazione italiana) e 14.620 i guariti.

La paura di morire distorce i numeri in modo terrificante.

Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia nel 2002, spiega molto bene la differenza tra probabilità effettiva e probabilità percepita e come questo influenzi il modo in cui prendiamo le decisioni. Abbiamo una innata inclinazione alla negatività, a vedere la pianta che cade e non la foresta che cresce, a considerare il numero dei decessi più di quello delle persone guarite.

Come possiamo dunque rispondere allora alla grande paura?

Non confondendo la paura della pandemia, con la paura di perdere soldi. Questa è una crisi diversa dalle precedenti, ma essendo l’ultima per la teoria della mera esposizione è la più importante perché ci tocca da vicino e la stiamo vivendo in diretta, sulla nostra pelle. 

Ma tutte le crisi hanno una cosa in comune: sono destinate a finire.

Ecco perché possiamo e dobbiamo tutti insieme evitare che questo tempo sospeso diventi tempo perso. E’ il momento diusare il buon senso e riflettere sul concetto di Valore e di Prezzo.

Tutto ciò a cui attribuiamo importanza è un Valore per il quale si è  disposti a pagare un prezzo. La gerarchia dei Valori che contano, che sono importanti per noi e inevitabilmente condizionano le nostre scelte, è strettamente personale (lavoro, famiglia, salute, denaro, fede, libertà, lealtà…), nonché mutevole con il trascorrere degli anni: ciò che è importante a 20 anni non lo sarà più a 50.

Quando viene minacciata la salute, però, tutto cambia repentinamente. Si modificano i comportamenti, si sconvolgono le priorità e al primo posto, come principale e unico valore, si mette la sopravvivenza. E’ un paradosso, ma è proprio mentre rischiamo di perdere la vita che le attribuiamo Valore, scoprendo che non esiste altra ricchezza che la vita stessa. Ai tempi del coronavirus, l’unica cosa che conta è pensare di sopravvivere, costi quel che costi. Ciò spiega, per esempio, perché in questi giorni una mascherina antivirus, il cui costo di produzione oscilla tra gli 80 centesimi e i 3 euro, viene venduta a 60, 70 e anche 80 euro.

Cosa fa lievitare i prezzi ?

La scarsità dell’offerta, il contesto e  la domanda elevata.

Chiunque di noi contraesse il Covid-19, diventerebbe disponibile a esborsare qualsiasi somma di denaro, pur di garantirsi la sopravvivenza, non è forse così? E se da ricoverati, venissero a mancare i ventilatori e/o i medici per curarci? 

I nostri soldi servirebbero a poco o nulla. Per essere pratici, sarebbero semplice carta straccia.

Cosa ha a che fare questo discorso con i mercati finanziari ai tempi del coronavirus? 

Molto più di quanti si pensi. Salute e soldi sono valori universali e hanno molte analogie. 

In un mercato, qualsiasi esso sia (e quindi anche quello finanziario), affinché si formi un prezzo, vi devono essere contemporaneamente 3 elementi: i compratori, i venditori e un’offerta di beni e servizi.

Cosa fa invece scendere repentinamente i prezzi ?
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